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Care figlie e sorelle nel Signore e nella Chiesa, Missionarie Figlie di Santa Maria Immacolata, vengo a voi “come un fratello maggiore” oltre che “padre” nello Spirito.

Voi sapete <che il mio piccolo cuore ad ogni Messa cresceva, si dilatava… per cui la mia anima avrebbe voluto dare, dare…Gesù alle anime…e le anime a Gesù>.

<Le cose, per chi come noi, abbiamo avuto in dono la fede>, e che gustiamo quando le viviamo e quando preghiamo, “sono troppo belle, troppo grandi, troppo gaudiose, che non si possono dimenticare, ma neppure tacere, tenendole nel fondo del cuore.>

Allora ho pensato di mettervi a parte della mia esperienza orazionale e, con ciò, offrivi alcuni spunti che a me hanno fatto bene e ritengo che lo possano fare anche a voi.

Tuttavia, vi debbo dire che quanto vi comunico non è da prendere come se fosse l’unico modo di pregare, bensì come una delle molteplici esperienze che si possono leggere in tanti libri spirituali che trattano della preghiera e danno indicazioni per imparare a pregare e a farne esercizio ed esperienza, ben sapendo che si impara a pregare (ma quando mai si potrà arrivare a dire di avere imparato e di saper pregare ( ?!?!?!) a colpi di ginocchia, ossia pregando, senza stancarci e scoraggiarsi!

Voi non dovete ricopiare e riprodurre la mia esperienza, bensì, stare sotto l’azione dello Spirito Santo, l’unico vero e insostituibile Maestro di fede, di amore e di preghiera: è Lui che vi ispirerà e vi guiderà secondo e quello che siete e potete ed è più consono alla vostra concreta costituzione.

Il mio pregare non è altro che una incarnazione di come il divino Spirito mi ha preso per mano e mi ha condotto secondo “i suoi pensieri” (cf. Is 55,8) e per le “sue vie” (cf. Is 55,8).

Potrebbe darsi che, pur nel rispetto della vostra originalità personale, Egli vi insinui qualcosa che e come ha fatto avvenire in me. Siate molto libere e disinvolte di prendere, da quanto vi compartecipo e condivido con voi, poco o tanto, ma che vi serve e vi aiuta ad essere più virtuose e più amorevoli, più sante e più apostole.

La nostra amata e cara Santa Maria Immacolata interceda per voi e vi faccia da compagna e guida materna per essere, in fatto di preghiera, come una pietra che, appena  si apre la mano che la tiene, cade a terra, e voi cadete “in “ginocchio”, ossia in preghiera, e così’ diventate donne <in> preghiera e donne <fatte> preghiera. 

Beneaugurando con ogni migliore auspicio. 

Il vostro <piccolo prete>

Padre “Stella”

 

IL PREGARE

del  Padre  Giuseppe BATTISTELLA F.S.M.I.

fondatore dell’Istituto Secolare delle “Missionarie Figlie di Santa Maria Immacolata”.

 

Una “TAC” spirituale

L’estensore ha osato fare una <TAC> all’anima del Padre Giuseppe Battistella, F.S.M.I. per vedere come era configurata la sua esperienza di fede, declinata in amore divino-umano, espressa in preghiera, tradotta in apostolato e confluita – per dirla in una parola sola – in una vita virtuosa, santa ed esemplare.

L’introspezione, da parte dell’estensore, della “TAC” (costituita da ciò che è stato raccolto e riprodotto di lui), è sfociata in una interpretazione (o referto clinico positivo!) alquanto soggettiva perché è una ricostruzione da manovalante e quindi passibile di essere messa in dubbio e sconfessata qualora, a chi ha le mani in pasta nella conoscenza del Servo di Dio, risultasse non scientifica e non corrispondente alla spiritualità del Padre.

Copia e incolla

La presentazione della rassegna panoramica orazionale, in forma di lettera autobiografica, dice che l’estensore non ha inteso fare uno studio o un trattato vero e proprio dell’esperienza interiore del Padre ma un “copia e incolla” di “pezzi” (pensieri e sentimenti, parole e frasi…) attinenti, più o meno, alla preghiera. 

Fonte

Le citazioni in corsivo del  pensiero del Padre Battistella sono state riprese dall’opuscolo fuori commercio:“Mattacchione sì, ma santo!” , 2014  (a cura redazionale di Pinuccia Mattarazzu e Maria Francesca Porcella dell’Istituto Secolare delle Missionarie Figlie di Santa Maria Immacolata); quelle tra (“     “) sono di natura letterale; quelle, pure in corsivo, (<    >, si rifanno all’originale come contenuto, ma, nella forma, sono state adattate allo schema che l’estensore ha seguito nel presentare il materiale.





IL MIO PREGARE CONSISTEVA…

A). nel <cercare “Gesù nel SILENZIO eloquente 

del S. Tabernacolo”.

  • perchè il silenzio è il grande segreto dei Santi; il tesoro dei perfetti”. 
  • perchè “Gesù, perdona, purifica, salva, santifica”.
  • perchè è “Beata, felice l’anima che ha trovato e sa trovare Gesù nell’Eucaristia”.
  • perchè Gesù vi darà pace, gioia, amore e felicità a un grado infinito” 
  • perché  “Gesù ci ama di un amore eterno”. 
  • perché “Gesù eucaristico è il Dio tutto buono” 
  • perché “Gesù è il Signore che tutto può e che sempre ci vuole beneficare”.
  • perchè “c’è Lui che mi comprende e benedice!». 

 

B). nello stare  alla SCUOLA del Tabernacolo”,

  • dove trovavo <panorami di santità, orizzonti di perfezione affascinanti, che mi inebriavano di gioia>.
  • dove e dal quale imparavo e venivo sollecitato  a “manifestare la carità con i fatti, pensando bene di tutti, parlando bene di tutti, facendo del bene a tutti”.
  • dove e da cui ero incoraggiato a <non guardare la distanza> mia dalla carità piena e perfetta perché credevo che “la grazia di Dio è onnipotente, e in un attimo arriva dove vuole!”.


  • . nel <MEDITARE il Tabernacolo> 

Alla  base e quale ragione e ispirazione del mio pregare, c’era, necessariamente, il mio credere che mi portava a prendere sempre più reiterata e piacevole coscienza della realtà di Dio, della presenza e di alcuni aspetti di Gesù, dell’azione silenziosa e nascosta ma feconda ed efficace dello Spirito Santo; di questa fede facevo delle mie espressioni-professioni di fede, traducendole ed esternandole, in dialogo orante col Signore, ora l’una, ora l’altra, e ripetutamente, nella certezza, per esperienza,  che è <Beata e felice l’anima che ha trovato e sa trovare Gesù nell’Eucaristia>.

Le espressioni di fede, in versione orazionale, che, lentamente e più volte, ripetevo per rendermi conto di cosa stavo dicendo e cosa avrebbe comportato, erano, più o meno come di seguito:…

  • Dio, Tu sei il Signore di tenerezza verso l’uomo, specie povero.
  • Dio, Tu hai  un cuore grande e immenso.
    • Dio, Tu fai innamorare chi Ti crede e di conosce.
  • Dio, Tu sei un Dio di Amore eterno e creatore.
  • Dio, Tu sei un Dio di felicità senza fine e senza fondo.
  • Dio, sei Tu che mi hai dato l’esistenza e la vita mediante i miei genitori
  • Dio, Tu hai tanto a cuore la mia e altrui santità e santificazione.
  • Dio, Tu solo puoi vedere la bellezza e la grandezza di un’anima pura e in grazia.
  • Dio, Tu, doni felicità e regali gaudi all’anima, ma, in certe circostanze, chiedi anche lacrime.
  • Dio, Tu sei il Dio della Misericordia che vuole sempre trionfare.


  • Tu, Gesù, sei “grande” nel donarTi “,”sempre”;
  • Tu, Gesù, sei, insieme, donatore e <dono totale> di amore;
    • Tu, Gesù, doni “tutto” Te stesso, e ogni tua cosa buona;
  • Tu, Gesù, <mi fai sentire che il mio unico bene è nel fare con amore la tua volontà>;
  • Tu, Gesù, <mi ami di un amore eterno>; 
  • Tu, Gesù eucaristico, <sei il Dio tutto buono>; 
  • Tu, Gesù, <sei il Signore che tutto puoi e sempre mi vuoi beneficare>;
  • Tu, Gesù, <sei il pastore che  mi hai sempre inseguito per convertirmi e santificarmi>.
    • Tu, Gesù, <sei un Dio di pace, un Re d’amore, un donatore di pace!>;
  • Tu, Gesù, <desideri dare a me quello che piú conviene al bene dell’anima mia>;
  • Tu, Gesù, <attendi che ti dica, con gioia e di vero cuore, il Fiat alla tua divina Volontà>.
  • Tu, Gesú, <vuoi e fai apostoli di santità>.
  • Tu, Gesù, <ti fai incontrare nel mio prossimo>.
  • Tu, Gesù, <voli a salvare il mondo mentre va in rovina>.
  • Tu, Gesù, <doni, per la salvezza del mondo, il mezzo, di massima facilità, della vita eucaristica>.


  • Spirito Santo, <Tu guidi la Chiesa di Cristo>. 
  • Spirito Santo, <Tu ispiri il Papa nel suo ministero>.
  • . nel <VIVERE nel Tabernacolo>  

in quanto <Gesù mi faceva sentire che Egli era più contento quando lo lasciavo fare liberamente e, con affetto, Gli dicevo semplicemente che intendevo e cercavo di stabilire il mio pensiero, cuore e spirito, permanentemente nel S. Tabernacolo>.

    • quando ero in viaggio , in tutto quel tempo, mi mettevo <in un clima di pace e di raccoglimento come in chiesa e pregavo magari recitando il Breviario>
  • anche se vi venisse da sorridere, vi confido pure questo: <stando a letto, alla sera, oppure svegliandomi nella notte e al mattino mettevo un bacio nella palma della mano e con il pensiero di tutti i cari vicini e lontani appoggiavo la mano alla parete del muro della Cappellina pensando che, dall’altra parte, c’era Lui che mi comprendeva e mi benediceva!>. 
  • quando non potevo raggiungere nessuna Chiesa o Cappella, mi facevo <“telefonista” permanente con il più bel centro trasmittente, Gesù nel Santo Tabernacolo>.
  • quando  <il corpo era malato e il cuore piangeva, l’animo invece cantava, sia pure in silenzio,: sia sempre fatta, Signore, la tua Santa Volontà!>.
  • non mi preoccupavo di avere e di sviluppare tanti e sublimi pensieri, quanto di soffermarmi a <pensare, semplicemente, alla passione di Gesù> e a Lui crocifisso.


  • . nel <COLLOQUIO d’amore con Gesú nel Tabernacolo>, 

avevo cura di “evitare le parole inutili e i pensieri vani per realizzare con maggior facilità e frequenza il Regno d’amore”

  • <ringraziavo e ripetutamente e sempre il Signore Gesù dell’amore che era venuto a portare dal cielo sulla terra e altro non desiderava che donarlo, con generosità divina alle sue creature>.
    • <ringraziavo Iddio per il dono dell’Eucaristia>.
  • <ringraziavo il Signore della grazia di poter celebrare la S. Messa quotidiana e, in qualche caso, anche due e tre volte>.
    • <ringraziavo Dio dei buoni viaggi apostolici> che mio riusciva di fare.
  • <ringraziavo Gesù  di tutte le anime che oggi mi mandava sia da confessare e sia da ascoltare, consolare, e aiutare a crescere nella vita cristiana e spirituale>. 
  • <ringraziavo pure Dio <della riacutizzazione dei miei dolori, in quanto avvertivo interiormente che era la parola più bella che creatura potesse dire al suo Creatore>.
  • non mi stancavo e non mi annoiavo di dire semplicemente:
    • “ Grazie, Gesù, delle Grazie che mi hai fatto”,
  • Grazie, Gesù, delle Grazie che mi vai facendo”, 
  • “Grazie, Gesù, per le Grazie che mi farai”.
  • Gesù,“sono contento, felice e pieno di gratitudine, di riconoscenza a Te”  <che vuoi sempre vincere con l’arma del tuo Divino Amore>.
    • chiedevo a Gesù: “Gesù, donami il tuo amore;  la tua confidenza; la tua intimità;- la tua conversazione; le anime peccatrici “.
  • nelle mie preghiere <dicevo a Gesù e alla Madonna di insegnarmi a pregare e a celebrare la S. Messa>.
  • una preghiera a me cara era questa: “Gesù, donami:
  • di pensare la Messa;
  • di meditare la Messa;
  • di amare la Messa;
  • di vivere la Messa;
  • di santificare la Messa”.
  • non mancava la richiesta per me: Gesù, <donami il dominio di me> che ridondava a beneficio mio ma pure delle anime a me affidate e di cui avevo cura per consegna.
    • ancora faceva parte del mio pregare: “Gesù, perdona, purifica, salva, santifica” e <pregavo che trionfasse sempre la misericordia di Dio>.
  • <portavo a Gesù tutte le anime!>
    • domandavo pure alle anime che pregassero per me e mi ottenessero che <ogni mattina fosse sempre Prima Messa…e sempre più luminosa>.
  • invece  non potevo (più di tanto)… “chiedergli la salute, ma io gli chiedevo: Amore e Anime…” “e la bella cosa…di poter donare!”

 

F). nel mio pregare ricorrevo anche alla MEDIAZIONE

** del <mio fedele e generoso Angelo Custode e gli chiedevo e lo incaricavo di portare un pensiero, un saluto, un atto di amore a Gesù nel Santo Tabernacolo, specialmente il mio cuore anche quando ero a colazione, a pranzo e a cena>.

 

** <della Vergine Madre di Dio, la Madonna Bianca -come a me piaceva chiamarla! -, tutta buona e tutta bella. E la pregavo…

* con la sua preghiera incoronandola delle mistiche rose del S. Rosario… 

un’arma invincibile e vittoriosa”, 

un vero tesoro nascosto” 

e addirittura “la Messa per coloro che non la possono celebrare” (S. Pio X), 

che “non lo ameremo e non lo reciteremo mai abbastanza”….

<mi auspicavo che mi  ottenesse la benedizione del cielo, sempre e ovunque, in vita e specialmente nell’ora della mia morte>.

* <recitavo sovente il Magnificat>.

* le dicevo anche: “Ti saluto Maria; salutami Gesú e Giuseppe da parte mia”.

 

** <ero innamorato sempre più di S. Giuseppe ritenuto, in modo assoluto, il Santo del silenzio, il Santo che è vissuto godendosi silenziosamente Gesù e Maria>.

Sovente recitavo questa bella invocazione a lui:“S. Giuseppe, insegnami e aiuta l’anima mia ad amare con te Gesù e Maria”.

 

G). nel COLLOQUIO vitale ed esistenziale

con Gesù nel mio cuore, 

in quanto, se lo dicevo con insistenza agli altriCercate Gesú nel fondo del vostro cuore: lo troverete, lo sentirete, lo godrete»”, avvertivo che io stesso ero chiamato e sollecitato a fare altrettanto, prima di tutto in forza della fede.

    • a volte <cantavo con la gioia nel cuore>,
  • mi ripetevo e gustavo: “come è bello vivere di amore!
  • <mi godevo silenziosamente Gesù e Maria>
    • mi esercitavo,<portando sempre con me un crocifisso, a pensare  Lui e lo baciavo, quando potevo, sia di giorno che di notte>. 
  • <rinnovavo frequentemente, per mezzo della Vergine Maria, l’offerta del mio cuore a Gesù Eucaristia>. 
  • cercavo di seminare questa preghierina di sette parole: “Gesù, Maria e Giuseppe vi amo, salvate anime!».
    • pregavo non solo per me, ma anche per gli altri come forma, modo e mezzo, di <procurare di far del bene agli altri e, in particolare, a chi mi potesse offendere>.
  • <pregavo e stimolavo a pregare perché i sacerdoti avessero a sentire la bellezza e la grandezza della loro missione sacerdotale> 
  • inculcavo molto la <preghiera per le vocazioni perché il cielo donasse alla Chiesa per il mondo <sacerdoti santi>.

 

H).nell’ ASPETTARMI dal Tabernacolo…

  • che <Gesù…riuscisse a convertirmi>. 
    • che <Gesù, con la mediazione di sua madre, mi andasse ingrandendo l’anima e mi allargasse il cuore>
    • che l’Eucaristia <mi ispirasse tutti i pensieri, gli affetti, le parole, le azioni>; 
  • che potessi arrivare a <vivere per l’Eucaristia> e non tenere questo solo per me, ma <trasfonderlo, condividerlo e convincerne tutti i cuori>. 
  • che l’Eucaristia <fosse il mio faro, l’oracolo, il modello e l’incessante mia occupazione>.
  • che <non dessi valore solo a quello che avevo fatto e facevo, ma di badare e di curare il modo con cui lo facevo>
  • che <il mio amore per Gesù e per le anime fosse sempre più crescente>. 
  • che <il mio piccolo cuore ad ogni Messa crescesse e si dilatasse ad amare Gesù, ad amare le anime>.

 

I). nell’<USCIRE dal Tabernacolo> 

(ossia dalla preghiera)  

  • con “la mia animasempre più sitibonda di silenzio, di solitudine, di raccoglimento; sempre più sitibonda di Gesù nel S. Tabernacolo”.
  • con desideri santi”, animati dalla fiducia che “potevo amare meglio di ieri e, domani, meglio di oggi“: questo <mi entusiasmava e mi faceva cantare il cuore>.
      • <con in testa il chiodo fisso: “Tutto a gloria di Dio, amando sempre meglio le anime”.
  • con la chiara coscienza che, in fatto di santità e di virtù, anche se <mi restava  molta strada>, non tralasciassi “un pensiero, un desiderio, uno sforzo, una parola, un atto di amore” che, comunque, <segnavano sempre un grado di ascesa> e <mi ritenessi fortunato ogni volta che potevo esercitare un atto di carità>.
      • con l’intento, quale  <apostolo di santità>, di <portare Gesù a tutti i cuori>. 
  • col desiderio e la carica di «essere l’Angelo consolatore di tutte le pene e di tutte le sofferenze, dei tribolati e dei piangenti e tutti portare a Gesù»>

 

Vi dico una cosa che, lì per lì, d’istinto, non è molto orecchiabile e magari potrebbe anche non piacere, ma la ritengo molto utile, come un frutto prelibato del pregare:

è necessario mettersi sempre nell’ultimo posto, 

dietro a tutti: superiori, uguali ed inferiori, 

stimandoli sempre tutti come nostri superiori davanti a Dio.

Questa è la base sicura di ogni più bella riuscita in tutte le imprese.

 Sappi ubbidire, 

sappi tacere, 

sappi lasciarti guidare, 

e, piú di tutto, 

sappi pregare”:

perché “nel bel pregare sta la pienezza del gaudio”.



IL SERVO DI DIO, PADRE GIUSEPPE BATTISTELLA F.S.M.I,

“VANGELO” e APOSTOLO della DIVINA SANTITÀ

 

Come il Padre “Stella” quando <tornava dalla chiesain un mare di gioia e in canto di felicità, dopo aver celebrato la S. Messa, magari anche due”, l’estensore, dal contatto con lui, tramite la rivisitazione di uno spaccato – quello orazionale, – della sua vita, si è trovato ad esprimere ritmicamente, con un canto interiore di gioia, di compiacenza, di soddisfazione, la sua ammirazione per questo Servo di Dio, nel quale, in filigrana, si è dipanata e rivelata la santità del Signore; per tal motivo, l’Oggetto-Soggetto della riconoscenza, espressa nelle strofe, è Lui, Dio.

 

1.Sii lodato e ringraziato

Dio Padre, Figlio, Amore:

Tu hai fatto grandi cose

in Giuseppe Battistella:

noi l’amiamo e lo stimiamo

e le orme ne seguiam

Benedetto e adorato

Dio buono santo e bello

per il dono del tuo figlio

il tuo servo, Padre “Stella”:

un gran dono la sua presenza,

la sua vita e sua mission.

  1. L’hai amato e creato,

e voluto tuo figlio;

ne hai fatto un religioso

e un bravo sacerdote. 

si è lasciato prender tutto 

dalla sua vocazion.

 

  1. Gesù Cristo Eucaristia

gli ha sedotto cuore e vita:

a Lui sempre ritornava

e da Lui andava agli altri:

Egli solo è Parola e Pane

della vita senza fin.

 

  1. Egli è stato un gran devoto

di Maria Immacolata:

l’ha amata e venerata

come madre da buon figlio:

ne ha fatto una colonna

di sua vita spiritual.

 

  1. Grande amante della Chiesa

in fedele  obbedienza

sebben piccolo ma in pieno 

prete pur in posto estremo;

sempre pronto e ben disposto

a servire e a scomparir.

 

  1. Da apostolo ardente

con preghiere e con parola,

con la penna e le azioni

si è dato tutto a tutti;

ben alieno da ogni gloria

pago sol di ben servir

 

  1. Dare Cristo ad ognuno,

e ciascuno darlo a Cristo:

con Maria e come lei,

ha assorbito la sua vita

nella gioia di dilatare 

la chiamata a santità.

 

  1. Far di ogni battezzato

un cristiano vero e santo

fu l’intento e la passione

della sua pastorale,

tutta dedita e ognora tesa

all’avvento del Signor.

 

  1. Entusiasta e contento

d’esser prete e consacrato

si è speso in lungo e in largo

per le sante vocazioni, 

al servizio a tempo pieno,

con la Chiesa, al mondo inter.

 

  1. La sua vita esemplare

sia scuola e maestra

di esperienza e di sequela

di Gesù e del suo Vangelo;

Cristo solo è l’Uomo vero

che più uomo fa e rifà.

 

  1. Egli, in sé ha rivelato

che Tu Dio, sei il Dio santo

che fai santi i tuoi figli

conformandoli al tuo Figlio.

nell’amare e farsi dono

in costante oblazion.

 

  1. Egli è stato ed è ancora

la notizia buona e bella

che la vita retta e santa

è possibile a tutti;

mai nessuno vi è escluso

e in stato di abbandono.














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