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INTERROGATIVI per la COSCIENZA
enucleati dall’esperienza della vita cristiana del Servo di Dio, Padre Giuseppe Battistella F.S.M.I. secondo la misura della santità evangelica

L’uomo spirituale
Il Padre “Stella” vede, valuta e promuove l’uomo di fede, l’uomo cristiano non solo e non tanto come l’uomo “praticante” che fa delle cose, magari anche tante e spesso, buone e benefiche, ma come chi segue e ha, tiene ed esprime un certo criterio e stile di vita, improntato su Cristo forma e regola di vita.

Qualità di vita
Il Servo di Dio parla di “modo” con cui facciamo le cose (34) e fa consistere e vivere la vita abituale “nella luce dell’amore divino ed eterno” (33) con la parola d’ordine, eco di quella di Dio (cf Lv, 19…): “Fatti santo, perché la santità è la cosa più bella, più grande, più gioiosa, più feconda ,più cara a Dio, più utile agli uomini e più onorifica per colui che la realizza” (35)

Esame del “cuore”
Il Servo di Dio sembra avere in testa un “esame di coscienza” secondo il criterio divino: “l’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore(1 Sam 16,7) dove il “cuore” non è fatto di emozioni, di sogni, di desideri aleatori, ma di intenzioni, di motivazioni, di atti vitali e dinamici, integrali e onnicomprensivi che prendono e coinvolgono tutto il proprio essere, corpo e anima. 

Il Servo di Dio stimola ad essere attenti al modo (non semplicemente esteriore e formale, bensì esistenziale); in concreto

se si è <partiti>…
se si <riparte> sempre e con nuovo slancio…
se si <cammina> e si <affretta il passo>…
se si <corre> e si <accelera la corsa>…
se si <vola> sempre <più>e  sempre  <meglio> sulle ali dell’amore (33)
se si <continua>…
se si <insiste>…
se<non ci si scoraggia> (34.36),
sempre <da capo e poi da capo ancora>(35)
sempre <oggi più buoni di ieri, domani migliori di oggi> (36)
sempre <diamo al Signore, più che possiamo, senza riserve (37) e lasciandolo <liberamente fare> (38)
“fino all’ultimo respiro” (37) e alle “lacrime” (37)

L’esame di coscienza per un più, un meglio, un oltre

L’esame di coscienza, nel presente sussidio battistelliano, è concepito non tanto e non solamente come ricerca di peccati e di colpe, quanto come dare un’occhiata a quale coscienza propria ci si appella e con quale coscienza abitualmente si discerne e ci si verifica (= ci si fa, prima di tutto e soprattutto,  veri  e sinceri, oltre che buoni e retti), si vive, e si agisce “per le vetta del santo monte di Dio” (33), “senza  guardare la distanza perché la grazia di Dio è onnipotente, e in un attimo arriva dove vuole!”(35)

In tal maniera, si è proiettati, idealmente, ad un meglio e ad un più di qualità e non solo di legalismo e di sforzo e di impegno, anche se naturalmente necessario, per distruggere o eliminare qualcosa di sbagliato o di imperfetto, col rischio di fermarsi quì senza invece passare a coltivare ed edificare ciò che è secondo Dio e piace a Lui per

diventare “belli”, forti”, “santi”, “santificatori” (34. 35)

Il Padre Battistella, luce e guida per la coscienza di tutti

Secondo il pensiero del Padre “Stella”, è importante e determinante trovare e scoprire “panorami di santità(45) e “orizzonti di perfezione(45), “orizzonti della donazione” (56); se e quando questi risultano “affascinanti” (45), allora seducono, catturano,  travolgono e inebriano (45)

Esame di coscienza: tempo di preghiera

L’esame di coscienza non è e sarebbe bene e utile che non fosse e non si riducesse ad un esercizio puramente e praticamente solo introspettivo e investigativo, ma fosse fatto “in ginocchio”, ossia che fosse un tempo di orazione e si svolgesse in dialogo col Signore sotto l’azione dello Spirito Santo “che dà vita in Cristo…e rende figli adottivi di Dio”; per mezzo di Gesù, gridiamo: “Abbà! Padre!. Il medesimo Spirito, che scruta i cuori, viene in aiuto alla nostra debolezza…e intercede per noi con gemiti inesprimibili…secondo i disegni di Dio” (Rm 8,2.26.27).

Elaborazioni interpretative, estensive, applicative

* Le domande, così come sono formulate nella presente rassegna, non si trovano, pari pari, nella dicitura e scrittura originale degli scritti del Servo di Dio, Padre Giuseppe Battistella F.S.M.I., nell’opuscolo “Mattacchione sì, ma santo!” (n. pg), ma, pur essendo desunte e declinate da lui, sono state rielaborate liberamente, da chi vi ha messo mano per renderli degli interrogativi vitali ulteriormente.

* L’estensore si è permesso scandagliare le parole e i verbi usati dal Padre “Stella” e ha presunto interpretare ipoteticamente il suo pensiero recondito e inclusivo, estensivo e applicativo; così ne sono venute fuori delle espressioni traslate e formulate diversamente con l’aggiunta di altre parole, considerate, liberamente e lecitamente!? annesse e connesse alla mens del Servo di Dio. 

Quattro raccolte

Tutto il materiale, raccolto e rielaborato, è stato condensato in una quadruplice angolatura, abbastanza generale e generica per cui può avere altre catalogazioni più specifiche e sistematiche e pertinenti.

Domande coinvolgenti

Le ”domande” sono il metodo pedagogico formativo abituale di Gesù, perché ognuno si assume le sue responsabilità come soggetto dotato e capace di intendere e di volere. 

Voi “osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina”. (Lc 21, 30) E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?” (Lc 12, 57)

Gesù “interrogava i  suoi discepoli: la gente, chi dice che io sia?”…e “domandava: Ma voi, chi dite che io sia?” (Mc 8,29).

Le interpellazioni interrogative sono rivolte a se stessi non in funzione di introspezione psicologica, ma di coinvolgimento personale che tocchino sul vivo e non lascino fuori e “spettatore” l’orante, bensì che suscitino movimento e urgano risposte di vita e non solo di sentimento e di auspicio aleatorio.

Ritornelli orazionali

Perché le domande non siano, dunque, un monologo di autoanalisi solitaria e, invece motivo e contenuto di dialogo spirituale alla presenza di e con Colui che ci conosce “fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore”(Ebr 4,12) dal momento che ”vede nel segreto(Mt 6,4), sono indicate e suggerite quattro formule responsoriali orazionali, rivolte allo Spirito Santo per come e per quello che ce lo ha rivelato e promesso Gesù, più e più volte. 

Tutto è ipotetico e modificabile

Tali ritornelli orazionali, come, del resto, l’intero sussidio, possono essere usati, a piacere o meno, come sono, oppure, liberamente, modificati, sostituiti, adattati, migliorati, creati nuovi, ecc. secondo la sensibilità ed esigenza  di chi pensasse di potersi avvalere della scansione orazionale, alquanto insolita nello spirito e nella logica delle premesse.

Non è neppure necessario, consigliabile e utile  percorrere, di colpo, tutte le espressioni, bensì “centellinarle” e farle e lasciarle cadere in noi come la piogerellina che penetra  e mette radici e non  come un ruscello che scorre e non ha tempo di sostare.

Preghiera dispositiva generale (eventuale)

Spirito Santo,
Tu che sei lo Spirito di Verità,
Tu che sei la Guida della Chiesa e di ogni suo membro (47),
Tu che sei, hai e dai il carisma della Carità-Santità,
vieni in aiuto alla mia debolezza (Rm 8,26),
perché io, con le sole mie forze,
non posso vedermi, conoscermi e giudicarmi, in verità, 
se non per mezzo di Te (1 Cor 2,14)
che mi abiti dentro (Rm 8,9)
e mi conosci fin nelle pieghe della mia anima.
Amen.

Senza di Te, io sono incapace e impotente 
di diventare quella lettera di carne viva,
che piace a Dio, 
composta e scritta da Te non con l’inchiostro umano, 
ma col Sangue divino di Cristo (2 Cor, 3,3)
Amen.

Il Servo di Dio, Padre “Stella” 
è stato “inseguito”, affascinato e sedotto da Cristo Gesù (75)
e si è ritrovato “sempre beato nella sua volontà(75)
e un “sacerdote felice(63)
anche se un “piccolo prete(56)
ma, come tale, “nascosto” ”nel grande, immenso cuore di Dio” (56)
Amen. 

Lo stesso Padre “Stella”,
preso e dominato in pieno da Te, 
ha gustato e assaporato 
quanto è bella e grande la vita nella luce 
dell’amore divino ed eterno” (33) che sei Tu in persona,.
e l’ha testimoniata tra le righe dei suoi scritti.
Amen.

Lascia che mi faccia  <illuminare>, <interrogare> 

e <scuotere la mia coscienza> 

dai suoi pensieri e sentimenti

e accompagnare da questo vero <sant’uomo di Dio>

che si è lasciato mettere sulle spalle di Cristo da Lui stesso (75)

perché arrivi a “vivere di quell’amore che Lui (Gesù) 

è venuto a portare dal cielo sulla terra” (38)

credendo che ”questo lavorio interiore”, col tuo aiuto, 

si può sempre fare, fino all’ultimo respiro”(36)

Amen.

Ritornelli responsoriali orazionali

Possono essere utilizzati a piacere, 

  • sia uno dopo l’altro nelle quattro scansioni;
  • sia a prescindere dall’ordine in cui sono segnalati;
  • sia uno per tutte le quattro scansioni;
  • sia con un’altra formulazione.


  • Spirito Santo, conducimi a tutta intera la verità di me.
  • Spirito Santo, convincimi dei miei peccati e delle mie infedeltà.
  • Spirito Santo, dammi l’umiltà e il coraggio della mia conversione.
  • Spirito Santo, fa’ vedere me a me come mi vedi Tu.

Spirito Santo,

illuminami su quanto andrò chiedendomi

riguardo a DIO

  1. mi basta e mi faccio bastare che sono nascosto nel grande e immenso cuore di Dio? (56)
  2. la mia vera, inesauribile e soddisfacente felicità sta veramente nell’aver trovato Gesù nell’Eucaristia? (30)
  3. ringrazio il Signore e confido, con tutta certezza e pace che, mentre il mondo va in rovina, Egli continua a volare verso di esso e gli dona il bene e il mezzo salvifico della sua vita eucaristica? (47)
  4. credo fermamente che il Signor vuole sempre vincere e vince con l’arma del suo Divino Amore e non con quella della forza e della paura, della minaccia e del castigo? (47)
  5. ringrazio sempre Dio per Se stesso, oppure solo, se e quando mi vedo o mi sento graziato? (36)
  6. posso dire che il mio cuore è solo e tutto di Dio e per Dio? (39)
  7. posso dire che vivo e faccio tutto per la gloria di Dio oppure cerco anche la mia? (31)
  8. ad ogni S. Messa a cui partecipo o che celebro, il mio cuore cresce e si dilata, mi resta  e cambia qualcosa in me e di me, torno dalla chiesa in un mare di gioia? (43)
  9. partecipare alla S. Messa mi è di peso, mi fa fatica, per me è “precetto” scomodo, oppure è il più grande bene, la prima gioia e l’energia più forte per iniziare serenamente e col piede giusto la settimana? (30.31) 
  10. cerco sovente il Tabernacolo dove Gesù, per mezzo della Chiesa, ha posto e vi è conservata  e custodita la sua Presenza Eucaristica sacramentale? (40)
  11. la mia anima diventa sempre più sitibonda di silenzio, di solitudine, di raccoglimento, sempre più sitibonda di Gesù nel Tabernacolo? (46)
  12. con l’aiuto divino, tento, mi educo e mi esercito a realizzare con maggiore facilità e frequenza, il colloquio d’amore con Gesù nel mio cuore e nel Tabernacolo ?(37)
  13. chiedo, con insistenza, allo Spirito Santo che mi renda non solo un uomo <di> preghiera, bensì <in>preghiera> (60) e addirittura <fatto> preghiera con la mia docile collaborazione?
  14. lascio toppo solo Gesù in chiesa? (49)
  15. mi è sempre più abituale e mi fa contento ringraziare Dio per il dono della fede? (31)
  16. mi ritengo beato quando sono nella volontà di Gesù? (73)
  17. la volontà di Dio è veramente e sempre il mio unico bene sia quando dona felicità e sia quando chiede e comporta lacrime? (37)
  18. sono disposto e pronto  a dare e a darmi solo e tutto al Signore, a darmi più che posso, sempre e senza riserve (37.39)
  19. i miei progetti e impegni, le mie scelte e le mie decisioni, ì miei servizi e prestazioni sia stabili che sporadici, il mio vivere e operare, li concepisco e li verifico in Cristo e con Cristo davanti al Tabernacolo? (44)
  20. sono radicato e irremovibile nella fede che Dio è onnipotente e in un attimo arriva e mi può far arrivare dove vuole? (35)
  21. mi abituo a mettere sempre avanti Gesù in ogni cosa che dico e faccio?(61) 
  22. ho mai ringraziato Dio per i miei genitori attraverso i quali  ho ricevuto la vita e sono stato aperto alla fede? (29) 
  23. mi accontento di dire delle preghiere, anche belle e piacevoli, o cerco e mi esercito, con impegno, a diventare le parole orazionali  che dico?(60)
  24. coltivo una filiale devozione alla Madonna, come mia mamma ? (51)

Spirito Santo,

assistimi nel cogliere le provocazioni 

che mi vengono dalle domande che mi pongo

riguardo alla CHIESA

  1. sono grato e godo di far parte della chiesa che mi mette in contatto con Cristo? (70)
  2. sono sempre contento dove mi mette il mio maestro Gesù attraverso l’obbedienza della Chiesa? (67
  3. ritengo, e mi comporto di conseguenza, che il mio primo impegno deve essere quello di stare perfettamente e sempre unito al Papa?  (67)
  4. prego abitualmente per la Chiesa universale e particolare o diocesana, per  il Papa, per il mio Vescovo e per tutti i pastori (69), 
  5. prego, con insistenza perché trionfi sempre e in tutti la misericordia di Dio? (55)
  6. come io chiedo e ricevo, gratuitamente, il perdono a Dio per me, faccio altrettanto per gli altri (41)
  7. prego tanto e spesso per le vocazioni sacerdotali e religiose? (63)

Spirito Santo,

accompagnami nel corrispondere

su quanto mi interrogo

riguardo agli ALTRI

  1. porto Gesù ai miei fratelli e sorelle di fede almeno con l’amore, con la preghiera, con il sacrificio ?(40)
  2. la mia carità è piuttosto emotiva, di sentimento, di ideale aleatorio o concreta di fatti, di servizi, di solidarietà, di doni e di beni adeguati alle persone e ai rispettivi bisogni? (39)
  3. amo tacere e taccio effettivamente se non so dire nulla di bene e in bene degli altri? (41)
  4. cerco più di dare che di ricevere non tanto e solo da amici, sebbene verso chi non mi va a genio? (37)
  5. colgo al volo ogni occasione, possibilità e opportunità per fare un atto di bontà, di carità e di servizio? (40)
  6. mi educo a fare quel bene che vedo che manca ?(41)
  7. scrivo, con sollecitudine, a chi ha bisogno e rispondo a chi mi scrive?(62)
  8. voglio e tratto bene chi mi è a fianco e vicino ( 67)
  9. sono sensibile ad ogni atto di bene e di benevolenza, di amicizia e di solidarietà che ricevo, fosse anche minimo e scontato, e ringrazio sempre e quanto prima? (41)
  10. per il bene della comunità e altrui, sono disposto a cedere, tollerare, tacere ? (67)
  11. sono disposto e mi rendo tale, ad essere l’angelo consolatore di tutte le pene e di tutte le sofferenze? (62)
  12. sono disposto a soffrire e a pagare di persona per la salvezza delle anime? (56)
  13. sono deciso a pensare e a parlare  bene di tutti e a fare del bene a tutti e del male a nessuno, mai, senza eccezioni? (39)
  14. nel donare e nel donarmi, cerco più di risparmiarmi che di essere più solidale, più premuroso e generoso? (38)
  15. mi faccio attendere, senza motivi e ragioni  plausibili, quando so che  qualcuno si aspetta una parola, un pensiero, un consiglio, una benedizione… ? (62)

Spirito Santo,

aprimi ai nuovi orizzonti

che mi vengono  prospettati

dalle interpellanze che mi faccio

riguardo a ME STESSO

  1. da e  attraverso tutto l’insieme del mio essere e vivere, pensare e parlare, muovermi e agire, si potrebbe arguire, e da cosa, che la mia vita di tutti i giorni è un “ navigare per il cielo beatificante della perfezione” ? (34)
  2. le mie battaglie interiori le vinco abitualmente nel confessionale e attraverso il Sacramento della Riconciliazione? (55)
  3.  ogni mio sogno, sentimento, desiderio, è santo, puro, piacevole a Dio? (34)
  4. la mia anima è e la tengo sempre e tutta bianca? (48)
  5. sono sollecito a preferire e a vivere una vita semplice, ordinaria, comune a tutti (30), come facevano Gesù, Maria e  Giuseppe? (53)
  6. sto attento a non chiudermi in me stesso per evitare il grave rischio di sbagliare giudicandomi da me ?(64)
  7. sono aperto e trasparente al confessore e a chi provvede alla mia formazione? (65)
  8. coltivo la sollecitudine di crescere nella fede, nell’amore e nella purezza? (42)
  9. faccio crescere il  mio amore per la salvezza della mia anima e di quella degli altri? (31)
  10. ho mai pianto, sofferto, fatto penitenza e “pagato” qualcosa per i miei peccati e per il peccare altrui?(29.56)
  11. Il mio voler bene tende al <parecchio> oppure mi fermo  alla mediocrità ? ( 29)
  12. faccio tutto con spirito d’amore e di obbedienza docile e collaborativa? (64)
  13. ho e coltivo il criterio di amare oggi più e meglio di ieri e meno di domani? (31)
  14. posso dire di amare più che posso, oppure mi risparmio? (33)
  15. punto in alto oppure mi accontento delle mezze misure e del minimo per non faticare? (35)
  16. comincio da capo e poi da capo ancora senza sosta e senza mollare?(35)
  17. smorzo i desideri buoni e impegnativi per non dovere fare di più e di meglio? (35)
  18. mi lamento e mi avvilisco della mia povertà e delle povertà di ogni genere, delle mie impotenze e incapacità, delle mie ristrettezze e limitazioni? (39)
  19. cedo e mi abbandono allo scoraggiamento per comodità ed evitare l’alzarmi, rimettermi a camminare e a darmi da fare come se nulla fosse?(34)
  20. mi abbandono alla tristezza e mi lascio dominare da essa quando mi manca qualcuno o qualcosa chi mi è caro al cuore? (29)
  21. dopo ogni caduta e ogni volta che mi fermo, mi rialzo e riparto come se nulla fosse e con rinnovato slancio?(33)
  22. credo tanto al dono dell’amore quanto al dono del dolore? (73)
  23. evito le parole inutili, i pensieri vani, le immagini non sante?(34)
  24. faccio sempre del bene, almeno col pregare, a  chi mi offendesse e mi facesse del male o non mi volesse e non mi esprimesse poco e niente di bene? (40)
  25. mi esercito assiduamente nella virtù della pazienza e dell’ordine? (43)
  26. mi esercito nel dominio di me stesso, per non prevalere sugli altri e non farli soffrire ingiustamente e inutilmente? (41)
  27. amo e cerco, per quanto dipende da me, l’ultimo posto e di venire e stare dietro a tutti, oppure mi do da fare per comparire e campeggiare? (41)
  28. mi impegno e ci metto una diligenza speciale ad osservare e a fare bene anche le piccole cose, specie quando non sono visto ed osservato? (39)
  29. mi lascio consigliare, guidare, correggere, richiamare senza avermene a male e giustificarmi, se non richiesto?(41)
  30. nel fare il bene, curo e miglioro anche il modo e lo stile?(34)
  31. quando e dove posso amare, accelero la corsa oppure mi faccio rincrescere, ritardo, rimando e me la prendo comoda? (33)
  32. per quanto dipende da me, cerco di rendermi meno inutile? (62)
  33. per me è gioia e dono poter andare in chiesa, oppure precetto, obbligo, fatica…?(30)
  34. per preservare la mia vocazione, sono disposto a salvare la mia purezza ? (64)
  35. per salvare la mia purezza, sono un’anima eucaristica e mariana? (64)
  36. guardo alla mia morte e la considero come una sorella che mi porta nel regno dei morti-vivi? (68)

Dio Padre e Figlio e Spirito Santo,

la mia vita è tua perché

*.viene da Te,

*. è segnata e impregnata del tuo amore santifico e misericordioso

*. non ha altra consistenza se non la tua onnipotenza creatrice,

*. e la sua regola vitale è solo il tuo progetto esistenziale.

Sono affidato a Te e, come la tua fedele figlia e discepola, 

  1. Maria Immacolata,

confido in Te: 

Tu fai tutto per me perché il tuo amore è per sempre

e Tu non abbandoni l’opera delle tue mani (Sl 138(137), 8)

che sono pure io.

Amen. Grazie. Magnificat.

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