BENEDIZIONE dell’ORDINAZIONE SACERDOTALE del SERVO di DIO, Padre GIUSEPPE BATTISTELLA, F.S.M.I.
L’estensore è arrivato alla presente “Benedizione” orazionale dopo aver notato che l’anniversario (21/4/1941) dell’Ordinazione Sacerdotale del Padre Battistella, quest’anno, coincideva e coincide liturgicamente con la Pasqua.
E’ una coincidenza , a suo modo di vedere, che gli è parsa bella e anche significativa, in quanto il Padre “Stella”, con la sua Ordinazione Sacra , è “passato” ad una ulteriore e nuova configurazione della sua identità di vita battesimale: da quella, già filiale, a quella sacerdotale/presbiterale, ossia di ripresentazione sacramentale
- di Gesù Sacerdote,
- del suo Sacerdozio ministeriale-missionario,
- della sua carità pastorale, data in consegna globalmente alla Chiesa e attualizzata dal Presbiterio universale e particolare attraverso i suoi singoli membri ed espressioni vive e operative della medesima.
La Messa è, in qualche modo, la Pasqua permanente e resa presente nel e per il presente del mondo, e non un semplice ricordo buono e bello, ma nostalgico.
Essa è più di una memoria piacevole e benefica, perché è memoriale, cioè un “ passato” o “evento” reso liturgicamente presente, vivo e operante nel qui e ora dell’umanità.
Se per il Padre “Stella”, ogni mattina , per quasi 25 anni, è stata “Prima Messa “ (42), avrebbe potuto anche scrivere ogni mattina era. “Pasqua quotidiana”.
La stessa giornata della sua morte è stata veramente un: “dies missalis”, vissuto e “celebrato” “in un mare di gioia e in canto di felicità” (43) interiore, pur nel contesto di “dolori e pene enormi” (77).
Con questi pensieri che gli giravano dentro, l’estensore non ha potuto fare diversamente che ripensare, in preghiera di benedizione, il sacerdozio e il ministero conseguente e inerente del Servo di Dio, nei termini seguenti, desunti sia dalla teologia, ma anche elaborati da quello che è raccolto e registrato di lui in “Mattacchione sì, ma santo” (pg)
Sii benedetto, Gesù, unico ed eterno Sacerdote,
- perché hai scelto Giuseppe Battistella per farlo Sacerdote e farti ripresentare <da lui> e <in Lui> in mezzo a noi,
a Te lode e benedizione nei secoli.
- perché il tuo Sacrificio Pasquale o S. Messa, rivissuto, prolungato e ripresentato nel qui e ora della Chiesa e del mondo è stata la suprema sua grazia e gioia di ogni sua giornata (42)
- perché il tuo Sacrificio Pasquale, celebrato anche più di un volta al giorno in determinate giornate festive, gli dava l’ebbrezza degli innamorati di te e della Santa tua Madre Immacolata alla quale donava le sue Messe che celebrava (52).
- perché egli era tutto centrato sulla S. Messa: la pensava, la meditava, l’amava, la viveva, la santificava, e girava e faceva girare tutto attorno ad essa (41)
- perché la S. Messa era ed è stata l’ispirazione, la sorgente e la molla del suo amore apostolico per le anime che era sempre più crescente in lui (43)
- perché la S Messa è stata il suo tutto e meglio che gli cresceva in cuore (41.67) e si dilatava in lui (43)
- perché nulla per lui stava alla pari e al di sopra della S. Messa (67)
- perché la S. Messa lo lasciava in un mare di gioia e in un canto di felicità (43)
- perché la tua Eucaristia lo ha affascinato e gli rapito testa e cuore per la S. Messa e ne ha fatto un vero uomo e prete eucaristico, tutto oblativo e dono.
- perché hai dato a Padre “Stella”, che aveva dato a Te e solo a Te tutto il suo cuore (39), di stabilire pensiero, cuore e spirito permanentemente nel Tabernacolo e di vivere in esso (40)
- perché il tuo Sacerdozio, incarnato in Padre “Stella”, alimentato dalla S. Messa quotidiana, e attualizzato attraverso di lui, ha trovato in lui piena, fedele, ed esemplare corrispondenza. (43)
- perché la tua carità pastorale è stata assunta e assecondata da lui nella maniera più completa e radicale.
- perché la tua preghiera filiale, pastorale e missionaria gli ha dilatato il cuore ed ha messo le ali ai suoi piedi per raggiungere più anime possibili.
- perché la tua misericordia ne ha fatto un ministro indefesso e sommamente appassionato, nonostante che uscisse dal confessionale “stanco e sfinito” (55), distrutto e martirizzato (56)
- perché il tuo zelo per la salvezza delle anime lo ha divorato e lo ha reso instancabile nel dono di sé per portare e dare Te, Gesù, ad esse e portarle, senza sosta, a Te (40) pur al prezzo di “tanto soffrire” e di <tante lacrime> (56)
- perché ha vissuto la missione più bella e più grande, quella dell’amore, nel “luogo” dell’obbedienza ecclesiale (42.68)
Il SERVO di DIO, Padre GIUSEPPE BATTISTELLA, F.S.M.I. nella FEDE PASQUALE
L’estensore delle seguenti considerazioni, ha ancora vivo in cuore, il ricordo piacevole delle due belle giornate “battistelliane” (10 e 11 novembre 2018), celebrate in Oristano, in cui è stata fatta memoria del “dies natalis” del Padre “Stella”
Ricordando quei due giorni, gli è venuto di pensare il “dies natalis” anche
come: “dies pascalis” perchè il Padre, in quel giorno, è entrato nella Pasqua eterna e, da celebrante della S. Messa, memoriale del Sacrificio Pasquale per quasi un quarto di secolo, è diventato egli stesso, “Messa”, ossia tutto offerta, tutto dato e appartenente a Dio nell’amore oblativo, in attuazione del suo proposito di vita sacerdotale: “Darò solo a Dio il mio cuore” (39).
Amando vedere il Padre “Stella”vivo e sempre all’altare, in stato di “altare”,“sacerdote” e “offerta” di se stesso, come “Messa perenne”, per Cristo, con Cristo e in Cristo, a onore e gloria del Padre, nell’unità dello Spirito Santo, l’estensore ha riflettuto ed è stato portato a ritenere che il Padre potrebbe fare sue e applicarle a sé, le parole dell’angelo della risurrezione di Cristo: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? (Lc 24,5)…“È risorto, non è qui” (Mc 16,6 ).
In forza di ciò, ancora l’estensore oserebbe fargli dire…
Poiché io sono sempre vivo, anche se, materialmente, già morto,
posso ancora parlarvi
per farvi “navigare per il cielo beatificante della perfezione” (34)
e riproporvi, a ragion veduta, alcune cose che mi hanno fatto bene
e adesso e per sempre, sono la gioia indeperibile della mia vita eterna
nella divina beatitudine.
Queste cose ritengo che possano tornare utili anche ad altri
specie a quelli dei quali la Divina Provvidenza,
in forza della mia vocazione e missione presbiterale,
mi sono trovato ad essere e a fare, in qualche maniera,
da “padre, fratello e amico” (24).
grande e bella è questa fede
Fratelli e sorelle nella fede e nella Chiesa,
che continuate a pensarmi e a volermi bene, vi dico:
non mi cercate tra i morti perché sono vivo;(cf.Lc 24.5)
infatti sono risorto in Cristo e con Cristo.
e la mia vita è nascosta con Lui in Dio! (cf. Col 3,1.3).
Non sono, dunque, nella terra (cf Mc 16 6)
dal momento che le anime dei giusti (i salvati)
sono nelle mani di Dio…e nella pace.(cf.Sap, 3, 1.2.3)
Ora, senza la mia carne,… e non da estraneo (cf. Gb 19,27), vedo Dio:
e mi basta in quanto a Lui e solo a Lui
ho dato il mio cuore, tutto me stesso. (39)
Lo vedo e Lo guardo, ne godo e mi sazio,
Lo lodo e Lo canto (75) senza fine.
grande e bella è questa fede.
Vi confido che mi sono lasciato inseguire da Gesù,
con il cuore sempre unito a Lui (75),
mi sono anche permesso di mettermi sulle sue spalle (75)
per arrivare alla meta comune e di tutti, il Paradiso (24),
e ho camminato sereno, tranquillo
nella pace crescente del mio Signore (75),
nel “continuo esercizio di perfezione” (74) della vita cristiana e presbiterale
ma anche nell’attendere alle continue cure, sorveglianze e diete
per la mia salute. (74)
Anche il mio corpo corruttibile e mortale, attende di essere rivestito
di incorruttibilità… e d’immortalità (cf. 1Cor 15,53) alla risurrezione finale
e di essere assunto e ricongiunto con la mia anima,
come è già avvenuto, subito e in pienezza, nella Santa Madonna Bianca ( 51)
grande e bella è questa fede.
E’ vero che urge moltissimo lavorare per le anime,
ma Gesù mi faceva sentire che era più contento
quando lo lasciavo fare liberamente
e, con affetto, Gli dicevo: Gesù, pensaci Tu (73).
grande e bella è questa fede.
Coraggio, le malattie sono prove con le quali il nostro caro e buon Gesù vuole realizzare i suoi grandi disegni di amore nelle anime sempre dilette.
Sono abbreviature che costano di più,
ma che ci fanno arrivare prima alla vetta (76)
Crediamo, dunque, al dono dell’amore,
ma maggiormente crediamo al dono del dolore (73)
grande e bella è questa fede.
Mi è caro ancora dirvi: Non scoraggiatevi,
ma, se anche il vostro uomo esteriore si va disfacendo,
come, del resto, già il mio,
quello interiore invece
si può rinnovare di giorno in giorno. (cf. 2 Cor 4, 16)
Siamo e siete stati crocifissi con Cristo,
e ogni battezzato può pensare e dire di e per sé:
”non vivo più io, ma Cristo vive in me.
E questa vita, che io vivo nel corpo,
la vivo nella fede del Figlio di Dio,
che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.
Dunque non rendo vana la grazia di Dio .(Gal 2,10-20,21)
grande e bella è questa fede
Come il Santo che vi ha chiamati,
diventate santi in tutta la vostra condotta (1 Pt 1,15)
Tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo,
si conservi irreprensibile
per la venuta finale del Signore nostro Gesù Cristo (1 Ts 5, 23-24)
Vi attesto che la vita, per mia umile e concreta esperienza,
nella luce dell’amore divino ed eterno, è tanto bella e grande (33)
Vi assicuro che “la santità
è la cosa più bella, più grande, più gioiosa, più feconda, più cara a Dio,
più vitale agli uomini e più onorifica a chi la realizza” (35)
Vi posso testimoniare che
“è bello vivere d’amore, di quell’amore
che Gesù è venuto a portare dal cielo sulla terra
e altro non desidera che donarlo, con generosità divina,
alle sue creature” (38)
Vi dico, infine, senza mezzi termini,
”Coraggio: diamo al Signore,
diamo più che possiamo,
diamo sempre senza riserve”(37).
grande e bella è questa fede
Debbo riconoscere e confidarvi, con tutta coscienza,
che sono vissuto di regalo (75),
e vivere “nella volontà di Dio, mi ha reso beato (73):
a Lui, dunque “sempre grazie di tutto” (73)
in quanto il grazie
“è la parola più bella che creatura possa dire al Creatore” (73).
grande e bella è questa fede
Continuerò a rimanere in mezzo a tutti voi
per il progresso e la gioia della vostra fede,
affinché il vostro vanto nei miei riguardi
cresca sempre più in Cristo Gesù,
con il mio ritorno e la mia presenza, da risorto, fra voi.(cf.Fil 1,25-26)
grande e bella è questa fede
Gesù,
supremo Sacerdote della nuova ed eterna Alleanza,
Tu sei la risurrezione e la vita.
Noi che crediamo in Te,
crediamo fermamente che il tuo Servo di Dio, Padre “Stella”,
materialmente, è morto,
eppure, in realtà., è ancora e sempre vivo.
Amen. Fiat.
Egli continua ad essere una presenza,
seppure invisibile e insensibile,
in mezzo a noi
nel segno della memoria della virtuosa e santa sua vita,
dei suoi scritti,
dei ricordi che circolano ancora di lui,
del suo ministero presbiterale
e delle sue spoglie mortali.
Amen. Fiat.
Sii ancora e sempre benedetto
con la tua Santa Madre, Maria Immacolata.
per il tuo passaggio e il tuo servizio
di santificazione e di salvezza in mezzo a noi
nel Padre “Stella” e attraverso di lui.
A Te tutto il nostro cuore in magnificat e alleluia.
Amen. Fiat.