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«Darò solo a Dio il mio cuore. Ubbidienza cieca al direttore spirituale, pensando che per suo mezzo Gesù vuol guidare l’anima mia. Porterò sempre con me un crocifisso e a Lui penserò e lo bacerò anche durante il giorno e la notte. Rinnoverò frequentemente per mezzo della Vergine Maria l’offerta del mio cuore a Gesù Eucaristia. Carità: devo manifestare questa carità con i fatti, pensando bene di tutti, parlando bene di tutti, facendo del bene a tutti».(Esercizi spirituali 27 agosto-7 settembre 1935)

«Religioso! Misericordias Domini in aeternum cantabo». 

« Non mi lamenterò mai della povertà. Procurerò di far meglio ogni cosa. Dovrò diventare ubbidiente come il bambino. Metterò una diligenza speciale nell’osservare le piccole cose. Reciterò sovente il Magnificat. Mi terrò fortunato ogni volta che potrò esercitare un atto di carità.  Procurerò di far del bene, almeno con la preghiera, a chi mi potesse offendere. Stabilirò il mio pensiero, cuore e spirito, permanentemente nel S. Tabernacolo.» (Siena, 21 aprile 1941. Sabato Santo. Sacerdote). 

« Programma Portare Gesù alle anime con l’amore, con la preghiera, con il sacrificio. Portare le anime a Gesù. 

Metodo: Vivendo nel Tabernacolo.  Vivendo la Madonna Bianca. 

Motto Sempre meglio. 

InvocazioneGesù, donami:  il tuo amore; la tua confidenza;  la tua intimità; la tua conversazione;  le anime peccatrici.

 Donami:di pensare la Messa; di meditare la Messa; di amare la Messa; di vivere la Messa; di santificare la Messa. 

Gesù, perdona, purifica, salva, santifica. 

Gesù: grazie, grazie, grazie». 

(21 aprile 1941, Sacerdote).

« dominio di sé; riparazione dei peccati propri e altrui; espressione di puro amore di Dio».

«Per questa impresa divina è necessario mettersi sempre nell’ultimo posto, dietro a tutti: superiori, uguali ed inferiori, stimandoli sempre tutti come nostri superiori davanti a Dio. Questa è la base sicura di ogni più bella riuscita in tutte le imprese. Sappi ubbidire, sappi tacere, sappi lasciarti guidare, e, piú di tutto, sappi pregare».

«Vi benedico nel nome del Signore! È così bello benedire nel nome del Signore! E io non dimenticherò mai la preghiera – augurio – comando che mi commosse tanto il bel giorno della mia consacrazione sacerdotale, quando il Vescovo che mi consacrava disse: Siano benedette le cose che benedirete!».

«Anch’io ho pianto da giovane sacerdote per le missioni, ma ora Gesù non mi lascia più piangere e mi ha fatto meglio capire di rimanere nella missione di amore. Così sono felice, quantunque ora più che mai vorrei proprio essere ed essere capace di esserlo, missionario …E poi la missione più bella e più grande è la missione dell’amore. Ama Dio, ama il prossimo, ha detto Gesù. E Iddio e il prossimo si incontrano dovunque».

«Come vorrei essere ricco … molto ricco .. ricchissimo di fede, di amore, di purezza nel pregare, nel celebrare la Messa, nel confessare, nel predicare! Per aumentare nella fede, nell’amore, nella purezza mi sono impegnato a fondo nella costante, continua, tenace battaglia per evitare parole inutili, pensieri vani, con il proposito, per meglio riuscirci, di pensare a Lui, a Gesù, e di guardare a Lei, alla Madonna».

«Per me ogni mattina è sempre Prima Messa».

«Nelle vostre preghiere vi prego di dire a Gesù e alla Madonna che m’insegnino a pregare, a celebrare la S. Messa».

«Domenica di nuovo tre S. Messe e dall’Assunta due al giorno. Pensa che grazia!». 

«I dolori aumentano ma anche oggi ho celebrato tre S. Messe. Ringrazia per me il Signore di questa grazia».

«Torno dalla chiesa in un mare di gioia e in canto di felicità, dopo aver celebrato anche oggi due S. Messe».

«La mia Messa sempre più luminosa. II mio amore per Gesù e per le anime è sempre più crescente. Sento che il mio piccolo cuore ad ogni Messa cresce, si dilata. Amare Gesù, amare le anime. La mia anima vorrebbe dare, dare… Vorrebbe dare Gesù alle anime, vorrebbe dare le anime a Gesù».

«Ubbidire è facile facile, ma comandare e formare è superiore alle mie forze!». 

In questo ufficio c’è da esercitar la virtù della pazienza e dell’ordine: diventa quindi una occasione preziosa per me il compierlo bene per amore di Dio».

«II volo Cagliari – Roma fu un incanto poetico: luce e sole di fuori, sole e luce di dentro; nell’ora e dodici minuti di aereo mi sono recitato il Breviario del giorno in un clima di pace e di raccoglimento come in chiesa. All’arrivo all’aeroporto di Fiumicino, vedendo tutti quegli uccelli ed aquile di acciaio arrivare e partire, un desiderio mi batteva il cuore, mi martellava l’anima: poter fare del cuore una partenza continua, dell’anima un arrivo ininterrotto! Partire dal Tabernacolo e portare Gesù a tutti i cuori. Arrivare al Tabernacolo portando a Gesù tutte le anime! Che bellezza! Peccato che non sia una realtà». 

Tre «S»: Sacerdote- Santo- Santificatore».