«Se metto avanti Gesù, la predica va avanti, altrimenti, povero Bepi! Dovrei subito chiudere il becco!».
«L’ubbidienza mi ha impegnato a predicare dieci giorni di esercizi ai nostri novizi. Per me è una impresa doppiamente audace e superiore alle mie forze fisiche e capacità morali e intellettuali, ma vi è di mezzo l’ubbidienza, e come sempre: Fiat».
«L’ubbidienza che pesava… è molta, per la grazia di Dio è finita.Sono arrivato in fondo meglio di quello che immaginavo e ora Gesù mi va ingrandendo l’anima e la Madonna allargando il cuore perché le gioie crescono… crescono. Potessi dividerle, potessi trasfonderle e convincere tutti i cuori che il nostro Dio è un Dio di pace, un Re d’amore, un donatore di pace!».
«Anche scrivere è, come lo intendo io, apostolato e missione. Quando però le lettere che attendono risposta sono troppo numerose… stringe il cuore, perché sono anime che aspettano una parola, un pensiero, un consiglio, una benedizione dal Sacerdote».
«II mio ministero sacro, non escluso quello della penna, continua. Anche a letto quando non dormo prego o scrivo, come ora faccio a te. Ogni giorno così scrivo per due o tre ore, secondo il lavoro. Cerco in quel che posso di rendermi meno inutile».
«Quanto è bella e grande la comunione dei Santi!».
«Vorrei essere l’Angelo consolatore di tutte le pene e di tutte le sofferenze. Vorrei essere l’Angelo consolatore dei tribolati e dei piangenti e tutti portare a Gesù».
«Sta per suonare la mezzanotte. Saluti e benedizioni nei nomi santissimi di Gesù e di Maria. Stella, piccolo prete».