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«Crediamo al dono dell’amore, ma maggiormente crediamo al dono del dolore!» 

«Pensatemi sempre sofferente, perché la natura non può non sentire dolore, ma sempre beato nella volontà di Gesù». 

«Zona dolorosa e lacrimosa! Grazie a Dio dell’ottimo viaggio aereo. Grazie anche della riacutizzazione dei miei dolori, durante la cura ripresa. Sempre grazie di tutto al Signore. È la parola più bella che creatura possa dire al Creatore. Sono stretto dal busto in un bagno di sudore. Evviva!». 

«Urge, urge moltissimo lavorare per le anime ma Gesù mi fa sentire che è più contento quando lo lascio fare liberamente e con affetto Gli dico: Gesù, pensaci tu. Non posso, vedi, chiedergli la salute, ma io gli devo chiedere: Amore e Anime…»

 «II corpo malato, il cuore che piange, l’animo che canta: sia sempre fatta la sua Santa Volontà!». 

«La memoria pazienza (se viene meno) ma la volontà, la decisione di amare sempre più Iddio, oh, questo no, o Signore, non lo puoi permettere!».

«Quanto alle continue cure, sorveglianza e dieta, continueremo a farle, ci sforzeremo di farne un continuo esercizio di perfezione». 

«Io non posso camminare o stare in piedi; a stento riesco a celebrar la Messa. Di cure ne ho fatte tante! La prossima settimana ne cominciamo un’altra. Fiat. Non mi creda però triste, perché ho tanta gioia in cuore da riempire il mondo». 

«Pensiamo alla passione di Gesù. In Paradiso godremo sempre». 

«Invece a un certo punto vi fu una giravolta e mi hanno rimandato alla base. Penso sarebbe stato troppo bello, e lasciami dire, troppo lussuoso morire così».

«Due anni oggi che vivo di regalo. Cosa vorrà Gesù da me? Penso che voglia vedere se riuscirà a convertirmi. Leggevo in questi giorni che Gesù diceva a una pecorella: Sono cinquant’anni che t’inseguo; vediamo se anche stavolta non mi permetti di metterti sulle mie spalle!».

«Anche l’artrosi a volte pretende incerti, imprevisti, straordinari. Quindi corpo sempre sofferente, quasi continuamente fiacco, fiacco… con la pelle diventata di cuoio e quando mi appresto per la carezza con l’ago indolore… diventa d’oca e si vorrebbe ribellare come il riccio molestato, ma quando le dico: bona, bona, pensa che a Gesù gli hanno piantato i chiodi grossi e lo hanno trapassato con la lancia, essa allora si ammansisce… e anche se l’ago si piega o prende una venetta e viene fuori il rosso non parla più. Che bellezza! II cuore invece sempre unito al suo Gesú, cammina sereno, tranquillo nella pace crescente del suo Signore. E l’anima alla continua scuola del suo Maestro, canta e gode imparando sempre cose nuove, anche se le dimentica spesso, perché si susseguono sempre di nuove, specialmente dopo ogni Messa, e al suo gaudio indescrivibile perde i confini».

 «Coraggio, le malattie sono prove con le quali il nostro caro e buon Gesù vuole realizzare i suoi grandi disegni di amore nelle anime sempre dilette. Mi rallegro con Lei che ha compreso quello che Gesù desidera da noi e quello che più conviene al bene dell’anima nostra, cioè dare e dire a Gesù con gioia e di vero cuore il Fiat alla Volontà di Dio. Lo so: dirlo il Fiat è facile, ma realizzarlo in pratica non sempre è altrettanto facile, perché rimane il fatto che rinnegare perfettamente noi stessi costa sempre e a volte costa molto. Però coraggio, con la grazia di Dio e con lo sforzo della propria volontà sono arrivati tanti, così arriveremo anche noi. Queste prove sono abbreviature che costano di più, ma che ci fanno arrivare prima alla vetta. Coraggio e avanti. Non si volti indietro a guardare quello che nella vita abbiamo da scordare, ma guardi avanti a quello che abbiamo da conquistare cioè: la volontà amorosa di Dio, la nostra santificazione e la salvezza di tante anime». 

«Malattia, volontà di Dio. Malattia, Paradiso mio».

 «Questi dolori ora sembrano pene enormi, ma tra qualche anno appariranno scherzi da bambini».

«II diabete non vuole equilibrarsi, la decenne artrite non vuole mollare. Ma è bello, tanto bello, aver qualcosa da soffrire per sempre meglio purificarci e per essere meno indegni della beatitudine di Gesù».

«Tuo zio all’ospedale era felice di morire. Il “passaporto non firmato” (la morte non avvenuta) rimane sempre un mistero misterioso che comprenderemo un giorno nel cielo».