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«II religioso sacerdote è sempre contento dove lo mette il suo Maestro Gesù». 

«Per il bene della Comunità: saper cedere; saper tollerare; saper tacere».

«Se non ci vogliamo bene noi che viviamo a fianco del Signore… chi lo potrebbe nel mondo?».

«Io come religioso sacerdote sono sempre più felice e non cambierei stato con nessuno al mondo e non darei una mia giornata o una Santa Messa per tutta la vita del più grande signore di questa terra». 

«Quanto a venire, non ci pensate. Anche nel caso che manifestando ai Superiori la cosa, mi lasciassero venire, e trovassi il mezzo di arrivare, attualmente non verrei. Sono religioso, sono Sacerdote. II mio ufficio, la mia casa, la mia missione è qui, e qui rimango». 

«La ricordo sempre al Signore, al quale continuamente chiedo per la nostra cara amata Congregazione aspiranti, novizi, chierici, padri superiori santi».

«Come vedi ti rispondo da casa (Casa S. Cuore), dove mi viene spontaneo cantare dopo il Canticum novum di ringraziamento e di lode al Signore: Casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia …».

«… credi che io per la mia amata Congregazione, che mi ha fatto religioso sacerdote non sarei pronto a qualsiasi lavoro giorno e notte in qualsiasi casa o missione mi mettessero? E puoi immaginare che io non pensi ai Superiori, che non mi hanno risparmiato nulla dall’inizio del male?».

«Corrono voci che la religiosa ubbidienza riporti P. Stella a Roma nella cara comunità di Fiumicino. P. Stella pensa e aspetta che sorella morte lo porti nel regno dei morti vivi».