«È così bello pregare la Vergine Madre di Dio, la Madonna Bianca come a me piace chiamarla! Ed è così dolce pregarla con la sua preghiera! Incoronarla delle mistiche rose del S. Rosario!».
«Gesù e la sua sempre tutta bianca Mamma, la sempre tutta buona e tutta bella Vergine Maria Madre di Dio Assunta in cielo ci benedicano sempre e ovunque, in vita e specialmente nell’ora della nostra morte».
«Specialmente coi peccatori e ancor più coi malati il sacerdote deve essere anche mamma e non ci riesce se non in unione con la Madonna».
«Già prossimo è il caro mese di maggio… consacrato a Maria – Sarà certamente un trionfo mariano – eucaristico nella nostra chiesa, ma bisogna meritarselo… Aiutatemi con le vostre preghiere».
«Vita Mariana, cioè recita del S. Rosario! Carissime, abbellite la vostra bella giovinezza e la vostra vita con l’arma invincibile e vittoriosa del S. Rosario…».
«Oh, il Rosario… non lo ameremo e non lo reciteremo mai abbastanza. Facciamolo amare e recitare più che possiamo… S. Pio X disse: Il Rosario è la Messa per coloro che non la possono celebrare».
«Vi raccomando specialmente il Santo Rosario che è un vero tesoro nascosto».
«Festa dell’Assunta: giornata memoranda! Ho celebrato tre S. Messe e tutte e tre donate alla Madonna».
«Per me fu un paradiso Lourdes. Quel luogo è una piccola esperienza sensibile di quanta gloria ha la Madonna in paradiso e di quante grazie Ella ad ogni minuto ottiene per noi da Gesù!».
«Vale più quel pellegrinaggio a Lourdes che cento prediche. Provare per credere».
«Ti saluto Maria; salutami Gesù e Giuseppe da parte mia».
«Io mi vado innamorando sempre più di S. Giuseppe perché è anche in modo assoluto il Santo del silenzio».
«Recitala sovente questa bella invocazione a S. Giuseppe: S. Giuseppe, insegnami e aiuta l’anima mia ad amare con te Gesù e Maria».
«Eh, S. Giuseppe! … S. Giuseppe! … quante grazie fa a chi sa pregarlo!».
«Studia, prega, imita S. Giuseppe che è stato il Santo del silenzio, il Santo che è vissuto godendosi silenziosamente Gesù e Maria».
«Quanto a me, augurami di avanzare sempre più nel silenzio che introduce al Tabernacolo, guidato dall’Angelo custode e dal caro S. Giuseppe».