La nostra storia

Missionarie Figlie Santa Maria Immacolata

Le Missionarie Figlie di Santa Maria Immacolata (MFSMI) sono un Istituto secolare in formazione nato da un sogno di Giuseppe Battistella e s’inquadrano nel clima di rinnovamento della vita religiosa degli anni postconciliari.

Il 9 settembre 1965, due mesi prima della sua dipartita, padre Giuseppe, interprete forse di un più vasto desiderio diffuso nella sua Congregazione, comunica a due giovani della parrocchia del Sacro Cuore di Oristano, impegnate nell’Azione Cattolica femminile, il desiderio che il carisma e l’impegno apostolico dei Figli di Santa Maria Immacolata vengano condivisi al femminile, attraverso un sodalizio di consacrate.

Questo primo e ultimo colloquio con padre Battistella costituisce il seme che ha generato un processo d’impegno generoso e di discernimento della volontà di Dio che ha portato queste prime giovani a dar vita all’Istituto delle MFSMI, che col tempo ha definito la propria forma di consacrazione nel segno della laicità; i modelli ispiratori: la Pia Unione delle Figlie di Santa Maria Immacolata e la spiritualità frassinettiana; la missione nella Chiesa: la promozione della santità, della verginità consacrata e l’accompagnamento vocazionale dei giovani.

Questo piccolo gruppo di consacrate laiche, riconosciute a livello diocesano fin dal 1977, si è arricchito nel tempo di vocazioni oltreoceano, messicane e argentine, e al suo interno ha adottato una pluralità di forme di vita pur nella comunione d’intenti (case di vita fraterna, in famiglia o in autonomia).

La piena laicità (senza opere proprie, distinzione di abito e vita comune) consente di incarnare meglio l’ideale di vita ispirato alla famiglia di Nazareth: la santità nel nascondimento della vita quotidiana, improntata a sobrietà, semplicità e letizia, nella condivisione solidale delle gioie, delle speranze e delle sofferenze dei fratelli. Nella Chiesa di oggi svolgono una missione fondamentale nel contesto della scristianizzazione e della crisi di vocazioni: indicare, prima di tutto con la testimonianza, la bellezza della santità intesa, come sentivano Battistella e Frassinetti, quale pienezza di umanità e immersione nel dono della grazia che guarisce e perdona; in secondo luogo accompagnare con delicatezza materna i giovani nella scoperta della loro vocazione e del loro posto nella Chiesa.

La laicità, che implica anche vivere del proprio lavoro, consente di adottare come principale strumento di evangelizzazione l’amicizia e lo spirito di famiglia, così come indicato dal Frassinetti e praticato da Battistella.

Maria che per tutti i credenti è madre nella fede, per le MFSMI è anche fonte d’ispirazione nell’accompagnamento vocazionale dei giovani, avendo accompagnato Gesù nel compimento della sua missione di salvezza, sia come madre che come discepola.