Il Servo di Dio, Padre Giuseppe Battistella, dei Figli di S. Maria Immacolata (F.S.M.I.). e la sinodalità,
quale esperienza attuale e proiettata nel tempo della Chiesa per la sua vita e missione.
Premessa storica
Il P. Giuseppe Battistella F.S.M.I. certamente conosceva la realtà dei “Concilii“ e dei “Sinodi” in quanto, per secoli, rispettivamente la Chiesa cattolica e le Chiese diocesane sono andate avanti e hanno promosso la vita cristiana, pastorale, missionaria con questi momenti e strumenti sia per definire la dottrina e sia per regolare e disciplinare l’andamento delle parrocchie e del clero e, di riflessso, dei cristiani e dell’ambiente.
Di solito, i Sinodi erano fatti dai Vescovi diocesani in seguito alle periodiche “visite pastorali” da cui emergevano determinate situazioni sia positive che meno, per cui essi dovevano prendere provvedimenti e dare orientamenti opportuni.
I testi sinodali venivano elaborati praticamente dal Vescovo con l’aiuto magari di qualche collaboratore (prete) più vicino o competente, mentre i laici non erano consultati.
Ai tempi del Battistella, la parola “sinodalità” credo che non circolasse come invece, attualmene, è di dominio comune.
Nell’opuscolo “Mattacchione sì, ma santo!” (suoi scritti) non si trovano le parole “sinodo” e “sinodalità”, (solo una volta è nominato il “Concilio”), ma in alcuni testi, sia pure indirettamente e in senso traslato si parla di ciò che la favorisce e le dà impulso.
Il Battistella, come si evince dall’opuscolo suddetto, praticava la “sinodalità” concreta (anche se non ne parlava in quanto, ai suoi tempi, non lo si faceva), nel suo rapporto sia con Cristo, incarnato e presente “nel Santo Tabernacolo”, il più bel centro trasmittente”, e sia, in particolare, con la S. Messa; per questo egli poteva dire: ”Sento che il mio piccolo cuore ad ogni Messa cresce, si dilata”, e “Gesù mi va ingrandendo l’anima”. Quindi la sinodalità, nella sua essenza, senza che ci pensasse, respirava in lui a pieni polmoni e lo portava ad avere un’anima spalancata, veramente sinodale, dove c’era spazio per tuttti e per ciascuno; il Padre, e poteva “ manifestare la carità con i fatti, pensando bene di tutti, parlando bene di tutti, facendo del bene a tutti”.
PREGHIERA IN SPIRITO EUCARISTICO-SINODALE
La sinodalità è costitutiva dell’uomo in quanto essere creato ad immagine e somiglianza di Dio, che è per natura Trino e Uno, comunionale e sinodale, condivisione e compartecipazione, collaborazione e solidarietà. Dio è plurale, è un “noi”/ ma ”uno” (Gn 1, 26: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza…”).
Questa sinodalità creaturale è anche battesimale dal momento che siamo stati e lo restiamo per l’eternità battezzati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, ossia nelle tre divine Persone.
Gesù Eucaristico,
Tu sei il Dio tutto buono,
il Signore che tutto puoi
e che ci vuoi sempre beneficare.
Noi viviamo di regalo da parte di Te, della Chiesa
e di tutti quei fratelli e sorelle che,
partecipando alla vita ecclesiale, specie sinodale,
ci mettono a parte di quello che sono ed hanno,
fanno e danno.
Gesù, in tutti i calici consacrati che si innalzano verso il cielo,
noi Ti adoriamo; noi Ti ringraziamo; noi Ti amiamo.
Gesù, perdona e purifica; Gesù, salva e santifica.
Amen e grazie della sinodalità.
Intendiamo e vogliamo darTi la gioia
che Tu venga sovente, anche ogni giorno se possiamo,
in tutto noi stessi, a cominciare dal nostro cuore,
che Tu sai conservare sempre giovanile e aperto
alle mosse e sorprese del tuo Santo Spirito,
sinodale e solidale,
disposto, atto e capace, in quel che ci è possibile,
a camminare, per amore e nell’amore eucaristico,
l’uno accanto all’altro
e ad un passo comune e condiviso.
Amen e grazie della sinodalità.
Ci fidiamo e ci affidiamo a Te, Gesù,
come ha fatto Santa Maria Immacolata, tua Madre,
mentre cerchiamo di aumentare, seminare e far aumentare
la vita eucaristica e mariana dovunque e in più persone
così da espandere e dilatare
lo spirito e la missione comunionale e discrezionale,
propri della vita ecclesiale sinodale,
onde andare e guardare avanti a quello
che abbiamo da conquistare, cioè:
la volontà amorosa di Dio,
la nostra santificazione
e la salvezza di tante anime.
Amen e grazie della sinodalità.
- PRIMA SOSTA ORAZIONALE. Prendiamo in considerazione che ognuno di noi, per costituzione creaturale e battesimale, è nato e ri-nato come un “noi” comunionale e sinodale che si ripercuote nella sinodalità ecclesiale oltre che umana
“Quanto è bella e grande la comunione dei Santi!”: questa esuberante esclamazione del Padre Battistella richiama la verità di fede della comunione dei santi, ossia dei battezzati che, insieme, costituiscono uno spazio umano abitato e animato dalla SS. Trinità, la prima e originale realtà ed esperienza di vita dinamica sinodale.
- Gesù, con la tua Eucaristia, ci fai intuire la profondità dell’amore delle persone della Santissima Trinità verso di noi e in noi in forza del Battesimo il quale ci rende persone comunionali e sinodali come lo sono esse stesse (cfr DD 2)
lode e benedizione aTe.
oppure
rendici più eucaristici e sinodali
- Gesù, ogni partecipazione alla tua Eucaristia ci dà occasione e opportunità di essere immersi nell’ ”oceano di grazia” che è il tuo Sacrificio pasquale della nuova Alleanza, di sostanza e di sapore, di valenza e di urgenza decisamente comunionale e sinodale. (cfr. DD 23)
- Gesù, la tua Chiesa, tuo Corpo umanato, che ha avuto la più alta espressione della sua connaturale sinodalità nel Concilio Ecumenico, non può fare a meno di continuare a battere questa strada e a coinvolgere in sé e con sé ogni suo membro. (cfr. DD29)
- SECONDA SOSTA ORAZIONALE: Prendiamo in considerazione che la sinodalità, ancorchè essere un espediente pragmatico, pastorale e missionario, è una fede da incarnare, testimoniare e tradurre in vita e in azione.
“Gesù mi va ingrandendo l’anima…”: la sinodalità, essendo, per costituzione, comunione-relazione, fiorisce e ha bisogno di anime grandi. Il Padre Battistella si rende conto che la vita cristiana, pastorale e missionaria è segno di un’anima grande che abbraccia tutti e non dimentica, non esclude e non lascia fuori nessuno. Quest’anima grande e così dilatata, aperta ed accogliente non può non essere se non quella di Gesù: questi compartecipa e condivide la sua anima grande con chi si nutre e vive di Lui come avviene con e nell’Eucaristia.
- Gesù, Tu, offrendoci la tua Cena pasquale, anzi la tua stessa Pasqua, resa presente ad ogni celebrazione eucaristica fino al tuo ritorno, dai compimento al tuo infinito desiderio di ristabilire quella comunione con noi che era e che rimane il progetto originario (cfr DD 4)
grazie e fiducia in Te.
oppure
rendici umili, disponibili e partecipi.
- Gesù, Tu, anche con la Liturgia del tuo corpo ecclesiale, ci apri alla mentalità sinodale del “noi” che esclude ogni forma ed espressione di autoreferenzialità che, in pratica, è prigioniera della propria ragione e del proprio sentire (cfr. DD 19)
- Gesù, con la partecipazione alla tua Cena Eucaristica sacrificale, ci educhi al senso della gratuità del dono della salvezza, accolta nella fede, per cui tutto è dono e regalo dall’Alto che passa anche attraverso il basso cosicchè nessuno può vantarsi né davanti a Dio e neppure davanti ai fratelli (cfr. DD19)
- TERZA SOSTA ORAZIONALE: Prendiamo in considerazione che la sinodalità non può procedere, fare il suo servizio, dare i suoi frutti se non rimane sempre agganciata e ancorata alla sua origine dall’Alto.
“Gesù Eucaristia è il centro trasmittente…una centrale atomica” (47); con queste parole,”aggiornate”(!), il Padre Battistella dà un colpo basso a tutte le riserve, le difficoltà, le fatiche, le resistenze, gli insuccessi, ecc. che possono avverarsi, persistere e magari appesantirsi e quindi allentare e scoraggiare o fermare l’esperienza e il cammino sinodale. Il Padre Stella aggiunge: “Però coraggio, con la grazia di Dio e con lo sforzo della propria volontà, sono arrivati tanti, così arriveremo anche noi”
- Gesù, la potenza salvifica del tuo sacrificio pasquale eucaristico, come di ogni tua parola e di ogni tuo gesto, sguardo, sentimento…ci raggiunge anche nella celebrazione di ogni tuo sacramento in cui e con cui si radicalizza la nostra comunione solidale e sinodale con Te nel tuo Corpo umanato ecclesiale rigenerato (cfr 13)
tutto è possibile per chi crede in Te.
oppure
rendici aperti e accoglienti.
- Gesù, avendoci innestati in Te col Battesimo e nutrendoci di Te nell’Eucaristia, ci hai resi sia tuo Corpo vivo, vivente e operativo, e sia “concorporei” con Te e tra di noi e quindi capaci di vita di comunione, di condivisione, di cammino sinodale, (cfr DD 13)
- Gesù, facendoci figli di Dio in Te, Figlio Unigenito del Padre, ci rendi compartecipi della tua vita eucaristica che è, sostanzialmente, vita divina di relazione interpersonale e comunicativa (cfr, DD 15).
- QUARTA SOSTA ORAZIONALE: Prendiamo in considerazione che la sinodalità trova la sua ragione e il suo alimento, il suo sostegno e la sua forza nella Divina Eucaristia.
“Partire dal Tabernacolo e portare Gesù a tutti i cuori. Arrivare al Tabernacolo portando a Gesù tutte le anime” (44). Se la sinodalità è esperienza connaturale e battesimale che ha la sua origine e risorsa in Dio, si capisce come siano appropriate ed efficaci le suddette parole feconde del Padre Battistella in quanto Gesù, con la sua incarnazione, si è mosso verso l’uomo e si è messo in cammino, discretamente e silenziosamente, con lui come è avvenuto con e per i due discepoli di Emmaus (cfr Lc 24, 15: “Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro”), affinchè, a sua volta, l’uomo da solo o anche aiutato, faccia altrettanto.
- Gesù, l’incontro personale e insostituibile di ogni battezzato come del resto, di ogni essere umano, con Te, è il metodo che la Santissima Trinità ha scelto per aprire a noi la via della comunione (cfr. DD 10)
con Te, tutto; senza di Te, nulla.
oppure
rendici capaci di ascolto e di empatia.
- Gesù, noi crediamo che la fede crstiana o è incontro con Te vivo o non lo è (cfr DD 10)
- Gesù, è proprio nell’Eucaristia come in tutti i sacramenti, che ci viene garantita la possibilità di incontrarTi e di essere raggiunti dalla potenza della tua Pasqua che rifa l’universale, nuova ed eterna Alleanza (cfr. DD 11)
- QUINTA SOSTA ORAZIONALE: Prendiamo in considerazione che la sinodalità è verifica della propria fede esistenziale.
“Portare Gesù alle anime con l’amore, con la preghiera, con il sacrificio (40)…Per tutti resta molta strada, ma tu ricordati che un pensiero, un desiderio, uno sforzo, una parola, un atto di amore, segnano sempre un grado di ascesa. E questo lavoro interiore preziosissimo si può sempre fare, fino all’ultimo respiro”. Ancora queste parole del Padre Battistella ci ricordano che la sinodalità è un cammino pastorale e missionario: insieme, con Cristo e tra di noi, per ritornare al Padre da cui siamo partiti, non da soli, ma come “un insieme familiare e comunionale” che fa la stessa strada, quella tracciata da Cristo, non da battitori liberi e da navigatori solitari ma da <concorporei> nel corpo ecclesiale dello stesso Gesù Cristo, viandante sinodale e solidale con tutta l’umanità e ogni essere umano, condividendo “gioe e dolori, fatiche e speranze” (GS 1)
- Gesù, ci rendiamo conto che non dovremmo avere nemmeno un attimo di riposo sapendo che ancora non tutti hanno ricevuto l’invito alla Cena o che altri lo hanno dimenticato o smarrito nei sentieri contorti della vita degli uomini (cfr DD 5) .
si compia in noi la tua Eucaristia.
oppure
rendici, per amore, franchi e audaci.
- Gesù, la tua Eucaristia ci urge e ci sollecita ad una scelta missionaria più decisa e determinata perché tutti possano sedersi alla Cena del sacrificio di Te, Agnello pasquale, e vivere di Te come tuo corpo sopraggiunto sinodale (cfr DD 5)
- Gesù, Tu hai un forte e irresistibile desiderio di noi e, per questo, ci attrai a Te, ad arrenderci al tuo amore, a sederci alla tua Cena Eucaristica, alla comunione con Te e attraverso di Te, alla comunione tra di noi e col creato (cfr DD 6)
INTERCESSIONI
Gesù,
edotti e incoraggiati dall’esperienza del tuo servo, il Padre Battistella,
ci rivolgiamo alla tua Mamma Maria e pure Mamma nostra,
Madonna Immacolata e tutta bianca, tutta buona e bella,
dolcissima e magnificante,
per le tante grazie che Ella, ad ogni minuto,
ottiene per noi da Te,
e le chiediamo che ti presenti
alcuni suggerimenti spirituali-ascetici dello stesso Padre “Stella”
di cui pensiamo avere bisogno di praticare
per la nostra e anche altrui vita eucaristica e sinodale
ed essere, nel nostro piccolo, santi e santificatori.
- Per l’impresa divino-umana della sinodalità , “è necessario mettersi sempre nell’ultimo posto, dietro a tutti: superiori, uguali ed inferiori, stimandoli sempre tutti come nostri superiori davanti a Dio”, preghiamo:
- Maria Immacolata, accompagnaci e sotienici nel nostro cammino eucaristico e sinodale.
- “Se non ci vogliamo bene noi che viviamo a fianco del Signore… chi lo potrebbe nel mondo?….Le Chiese con a capo la vera Chiesa, hanno sete dell’unità in Dio….; è vero che rimane il fatto che rinnegare perfettamente noi stessi costa sempre e a volte costa molto….ma queste prove sono abbreviature che costano di più, ma ci fanno arrivare prima alla vetta”, preghiamo:
- “Coraggio e avanti. Non si volti indietro a guardare quello che nella vita abbiamo da scordare, ma guardi avanti a quello che abbiamo da conquistare”, anche attraverso la carità e il discernimento della sinodalità, “cioè: la volontà amorosa di Dio, la nostra santificazione e la salvezza di tante anime”, preghiamo:
- “Occorre sapere, volere e farle, le cose seguenti: ubbidire, tacere, lasciarsi guidare, e, piú di tutto, pregare: tutte queste cose, sono la base sicura di ogni più bella riuscita in tutte le imprese”, tra le quali non va esente e non ne ha meno bisogno la sinodalità, preghiamo:
- Per assecondare e favorire la sinodalità, “dovrebbe batterci nel cuore e martellarci l’anima, un forte desiderio: poter fare del proprio cuore una partenza continua verso l’altro, e fare dell’anima un arrivo ininterrotto: partire dal Tabernacolo e portare Gesù a tutti i cuori; arrivare al Tabernacolo portando a Gesù tutte le anime! Che bellezza! Peccato che non sia una realtà”, preghiamo:
- Per diventare ed essere, di fatto, persone sinodali, non c’è di più e di meglio che vivere di e per l’Eucaristia in maniera che “sia essa ad ispirare tutti i pensieri, gli affetti, le parole, le azioni; e costituisca il proprio faro, l’oracolo, il modello e l’incessante personale occupazione”, preghiamo:
Benedizione di congedo speranzoso:
Come benedizione conclusiva del nostro pensare-pregare-vivere, e come auspicio fruttuoso del nostro essere convenuti insieme per impregnarci dello spirito e della logica della sinodalità e addestrarci in essa, sulla scorta di alcune parole-pensieri del Servo di Dio, Padre Battistella, e di un documento della Chiesa, non potremmo farci vicendevolmente augurio più bello, fecondo e utile che quello che desiderava lo stesso Padre Battistella: “Quanto a me, augurami di avanzare sempre più nel silenzio che introduce al Tabernacolo…godendoci silenziosamente Gesù, insieme a Maria e come lei. Beata e felice è l’anima che ha trovato e sa trovare Gesù nell’Eucaristia”.
Gli veniva anche da dire:“Per meglio riuscire a scoprire le meraviglie eucaristiche, sii un’anima silenziosa, evita le parole inutili, i pensieri vani, le immagini non sante. Comincia, continua, insisti e non ti scoraggiare. Lo scoraggiamento non viene da Dio”.
e : “Il pensiero che oggi posso amare meglio di ieri, domani potrò amare meglio di oggi – mi entusiasma, mi fa cantare il cuore”.
Come Chiesa e con la Chiesa, siamo già partiti e siamo in cammino sinodale, ma dobbiamo ripartire sempre con nuovo slancio; abbiamo già camminato un po’, ma dobbiamo affrettare il passo; abbiamo magari anche corso, ma dobbiamo accelerare la corsa… e volare sempre più e sempre meglio sulle ali dell’amore eucaristico ed ecclesiale, comunionale e sinodale.
Una raccomandazione
“Non guardare la distanza perché la grazia di Dio è onnipotente, e in un attimo arriva dove vuole!”.
Una parola d’ordine
La nostra parola d’ordine che il Padre Battistella ci confida da realizzare e da vivere, dovrebbe essere e sia: “oggi più buoni di ieri, domani migliori di oggi, sempre”.
Ritorniamo al nostro quotidiano e lo viviamo ancora e sempre come battezzati
nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.”